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Bosnia Erzegovina: la fossa comune del lago Perucac

In questi giorni due mondi si scontrano nelle menti di molti cittadine e cittadine della Bosnia Erzegovina . Da un lato l’immenso fiume di propaganda fatto di parole, proclami, eventi, interviste e dibattiti, dall’altra il silenzio “pubblico/politico” intorno alla scoperta della fossa comune del lago Perucac.

Per chi conosce il passato recente dei balcani, le fosse comuni, sono una triste costante di questi ultimi quindici anni ed un elemento radicato nell’immaginario comune.

Il lago stesso si è rivelato già in passato, un prezioso e sicuro custode nello smaltimento di corpi “scomodi”. Nel 2001, nelle vicinanze del lago che alimenta la seconda più grande idrocentrale della Serbia erano emersi i resti della pulizia etnica serba in Kosovo, con l’identificazione dei resti di 50 albanesi scomparsi. Quest’anno, durante un’altro ciclo di manutenzioni e riparazioni sono stati identificati resti appartenenti a 50 persone, cifra che nel mese di settembre ha raggiunto il triste numero di 250. Si tratta dei resti di quanti sono scomparsi durante la pulizia etnica di Visegrad nel 1992 agli inizi della guerra in Bosnia Erzegovina.

Se fosse tutto qui, e la ricerca potesse continuare fino alla completa esumazione di tutti i resti, questa “scoperta” rappresenterebbe l’epilogo di una delle tante tragedie e un punto e basta a quasi vent’anni di ricerche da parte delle famiglie.

Ma la storia naturalmente non è tutta qua, la manutenzione sta per finire ed il lago che alimenta la centrale va nuovamente riempito. La ricerca di resti, su una superficie cosi estesa, richiede tempo e risorse. Non solo, richiede l’interessamento di due stati: la Serbia e la Bosnia Erzegovina (BiH). E, se nel caso della Serbia il governo è uno, in quello della BiH le cose sono più complicate: governo centrale e governo dell’entità Repubblica Srpska, nella cui giurisdizione ricade il lago.

La BiH vanta il triste primato di 30000 scomparsi, per un paese di circa 3.5 milioni d’abitanti, si tratta di una cifra esorbitante. Eppure la politica ignora Perucac, gli slogan delle campagne elettorali parlano di futuro, il terreno su cui lo costruiscono rimane estremamente instabile, fangoso e impenetrabile. Da luglio ad oggi le istituzioni della BiH hanno risposto con un prevedibile e sincronizzato niente. Niente, riconfermato dalla misera affluenza dei parlamentari alla seduta pubblica organizzata il 30 agosto, giornata internazionale delle persone scomparse. Degli oltre 350 parlamentari presenti a Sarajevo fra governo statale, entità e cantone, solamente 5 hanno partecipato, di questi, uno, ha tenuto il discorso introduttivo. Una astensione trasversale comune a tutte le forze politiche ed a tutti i livelli politici. Un’omissione su una questione bruciante del passato, la guerra 1992 -’95, abusata nella retorica elettorale per risvegliare identità ed odi nazionalisti.

Naturalmente, abituate al niente, sono le associazioni dei familiari delle persone scomparse, in questo caso l’associazione “Famiglie degli scomparsi – Visegrad ’92”, che insieme ad altre associazioni come Akcija Gradjana promuovono iniziative e organizzano squadre di volontari ed autobus che con zappe, pale e quant’altro setacciano, smuovono ed identificano ossa, crani, indumenti. Così, il secondo giorno del Bajram (la più grande festa musulmana) sono partiti da Sarajevo due autobus e alcune auto. Mentre la politica prosegue assordante a distribuire con ogni mezzo promesse di prosperità, nuova occupazione e appartenenze etniche.

E nuovamente saranno squadre di volontarie e volontarie a dedicare il weekend del 17-20 settembre a questa causa. Questo però non risolve il problema di catalogare e registrare i reperti esumati in tempo. Infatti, questo processo delicato, necessario ad assicurare trasparenza all’intero processo ed un giustizia finale incontestabile è affidato a piccoli team di esperti, della commissione internazionale per la ricerca delle persone scomparse (ICMP) che non possono essere sostituiti dalla disponibilità e generosità dei volontari.

(published on http://www.unimondo.org/Notizie/Bosnia-Erzegovina-la-fossa-comune-del-lago-Perucac)

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